Nuovo orizzonte
nuovo orizzonte
Di e con Alessandra Donati
video: Leonardo Battaglia
sonorizzazione dal vivo: Edoardo Bacchelli
una produzione di TMMA in collaborazione con Ass. I Leggendari

“Grasso, grasso, grasso. Prima uno strato di lanolina, spesso un ottavo di pollice, poi uno strato di grasso pesante. Gertrude Ederle, in piedi nuda all’Hotel Sirene, a Cap Gris-Nez, in Francia, rabbrividì leggermente e strinse le gambe. ‘Accidenti, cominciamo.’
Sua sorella Margaret immerse ancora una volta le mani nel secchio di grasso. ‘Mettiti il costume da bagno’.


Il Time, 16 agosto 1926
Reportage “Channel Crossing” sezione Sport

6 Agosto 1926: una donna riesce ad attraversare lo stretto della Manica, superando il record ottenuto da Tiraboschi l’ultimo nuotatore che era riuscito nell’impresa, con un tempo di 14 ore e 34 minuti.
Lei è Trudy Ederle, nata a New York nel 1905 da genitori tedeschi immigrati in cerca di fortuna nel Nuovo Mondo. La storia di Gertrude Trudy Ederle è legata indissolubilmente a quella della lotta per i diritti delle donne.
Il suo destino è stato segnato dal disastro del General Slocum, avvenuto a Mahanattan l’anno prima della sua nascita, nel 1904: la percentuale di vittime più alta fu ricoperta proprio dalle donne, perchè il nuoto era uno sport giudicato immorale e disdicevole per essere “declinato” al femminile: la società aveva condannato quelle donne a morire in mare. Una sorte che il padre di Trudy non voleva per le sue figlie.
Trudy, con il suo coraggio e la sua incrollabile determinazione, riesce a portare il nuoto nella quotidianità femminile. Prima combatte per poter far arrivare la squadra femminile alle Olimpiadi di Parigi 1924 e poi, per liberarsi dalla morsa della del “perbenismo” che la vuole confinare nel ruolo di “donna&madre”, affronta la più grande delle sfide, il mare aperto, ovvero l’attraversamento dello stretto della Manica.

Lo spettacolo, nato dal lavoro di ricerca di Alessandra Donati, racconta la storia di una donna determinata, la cui vita si intreccia con la lotta per i diritti e la consapevolezza femminile.
Trudy sfida i benpensanti, il patriarcato e, soprattutto, sé stessa e i propri limiti. È un percorso di ricerca dell’autodeterminazione, nella forma che sceglie di darsi come donna.
La performance intreccia linguaggi diversi: video e animazioni, a cura di Leonardo Battaglia, dialogano con immagini e materiali d’epoca, mentre la sonorizzazione dal vivo di Edoardo Bacchelli accompagna e amplifica la narrazione scenica, costruendo un tessuto dinamico tra suono, immagine e presenza.